GLI ALTRI DEPOSITI FOSSILIFERI

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La catena gessoso-solfifera posta ad est della città di Bologna e le zone terrazzate  limitrofe nel corso del tempo hanno restituito ulteriori resti di mammiferi di interesse paleontologico. Questi ritrovamenti - avvenuti casualmente ora su fronti estrattivi di cava (Farneto) ora nei condotti paleo-carsici (Grotta dell’Osso Buco) o fluviali (T. Idice) – permettono di estendere la mappatura dei siti fossiliferi ma non di approfondire l’originaria giacitura dei reperti, tutti attribuibili, preliminariamente, all’Ultimo Massimo Glaciale.
 Questa sezione è completata dalla documentazione relativa ai fossili di grandi mammiferi quaternari estinti: anche in questo caso si tratta di resti isolati o frammentari rinvenuti in unità sedimentarie poste a valle dei gessi e risalenti al Pleistocene iniziale .  Su tutti, per stato conservativo spicca il grande molare di Mammuthus meridionalis, segnalato e descritto dal famoso geologo Giovanni Capellini nel 1916. (per gentile concessione del Museo Geologico G. Capellini- BO). 
 L’interpretazione crono-stratigrafica e ambientale del vicino deposito di Romanina Bianca (0,78 My di anni da oggi)  suggerisce un clima temperato umido con vegetazione arborea e boschiva. In questo sito sono stati rinvenuti fossili di rinoceronte (Stephanorhinus hundsheimensis ) elefante (Elephas antiquus),  Equus sp.e un frr. di tibia di proboscidato.
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