IL DEPOSITO PALEONTOLOGICO DELLA CAVA FILO

LO SCAVO

Su concessione del Ministero della Cultura, le indagini multidisciplinari sul deposito vengono condotte dal Museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro di Savena in stretta collaborazione operativa con l’ente Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa. Lo staff di ricerca, composto da studiosi di diversi dipartimenti facenti capo al campo delle ricerche paleoambientali, si è focalizzato sin dai primi passi sulla complessità stratigrafica del giacimento fossilifero.

Si tratta di un riempimento originato nel tardo Pleistocene dalle acque di superficie che hanno progressivamente convogliato all’interno di un antico apparato carsico sedimenti, materiali organici e detriti provenienti dall’altopiano gessoso di Monte Castello. Le varie fasi di scavo documentate in questa collezione mettono in evidenza l’originaria deposizione  dei resti ossei per lo più concentrati presso le pareti o in corrispondenza di ostacoli posti a valle del sistema carsico o sul fondo di tasche erosive profonde. 

La loro ubicazione all’interno del giacimento è per accumulo, con dislocazione varia degli ossami da posizione sub-orizzontale a verticale, dovuta alla forza del trasporto idrico in un ambiente ricco di ostacoli. 

Le faune rinvenute sono attribuite a intervalli cronologici piuttosto precisi grazie alle numerose datazioni al Carbonio 14 disponibili ad oggi, a partire dalla fase più antica del deposito (circa fra 25300 e 23900 anni calibrati da oggi) a quella più recente (circa 17200 anni calibrati da oggi). 


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