Collezione

IL DEPOSITO PALEONTOLOGICO DELLA CAVA FILO

Portato alla luce sul finire degli anni '50 del secolo scorso dall’attività estrattiva di una cava attiva sul fronte meridionale di Monte Castello in loc. Croara (San Lazzaro di Savena - BO) , il giacimento è stato oggetto di ricerche scientifiche negli anni immediatamente  susseguenti alla sua scoperta. Nel 2006 la ripresa delle indagini multidisciplinari ha permesso di definire con precisione origine, formazione e cronologia dei riempimenti che occludevano il profondo “inghiottitoio” imbutiforme.

Il sito, per la grande abbondanza delle faune fossili reperite (oltre 3.000 reperti circa suddivisi in 29 specie fra piccoli-grandi mammiferi e uccelli) e dei resti vegetali (dominati da essenze arboree glaciali) si pone come fonte primaria per la conoscenza di una fase ambientale critica dell’intero bacino padano orientale durante la più grande “crisi ecologica fredda”, avvenuta nelle fasi finali del Pleistocene superiore in un periodo compreso fra i 25.000 e i 17.000 anni da oggi. 

In questo scenario - dominato da  megafaune estinte di ambiente glaciale e dal lupo, unico carnivoro presente nel deposito - si muovevano i gruppi di cacciatori-raccoglitori paleolitici di tipo Sapiens dediti alle pratiche venatorie, documentate  da una serie di piccole schegge di selce e dalle tracce di scarnificazione lasciate sulle ossa di Bison priscus.