IL DEPOSITO PALEONTOLOGICO DELLA CAVA FILO

LE PLANIMETRIE

Una delle fasi più complesse ed elaborate dello scavo è quella connessa al rilievo dei reperti ossei prima della loro asportazione dalla matrice limosa che li ingloba. 

Partendo dal punto di stazione fisso, collocato nel piazzale di cava, dal quale si può rilevare l’intera area di scavo, tramite triangolazione ogni reperto osseo viene“battuto” per registrarne  posizione, orientamento e  quota  misurata dal punto fisso (quota principale). I reperti sono rilevati secondo codice univoco a loro attribuito: se addensati in gruppo, per una migliore comprensione, sono stati usati punti di appoggio per fotopiani battuti in ordine progressivo.

Per organizzare e gestire i dati grafici delle diverse unità stratigrafiche si procede successivamente a una trasposizione del rilievo archeologico in ambiente digitale AutoCAD.

L’interpretazione dei dati planimetrici è fondamentale per ricostruire la successione degli eventi di sedimentazione dei resti ossei  per unità temporali e spaziali, stabilire l’orientamento dei flussi di ingresso delle paleofaune  e per evidenziare i rapporti crono-stratigrafici fra le diverse parti dello scavo.